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| Cronache di Pezzo 1889 - 1893 (Grafo Edizioni, Brescia, 1994)
Un giovane di Pezzo, nell'Alta Valcamonica, scrive fra i sedici e i vent'anni, dal 1889 al 1893, una sorta di diario che è insieme storia della famiglia e cronaca della comunità; riporta gli eventi che rompono il ritmo sempre uguale delle giornate; descrive un tempo immobile, non ancora investito dalla modernità, uno spazio che non è solo geografico, ma mentale, dove i luoghi rimandano alle attività degli uomini, a tradizioni e memorie. Della comunità Remigio Maculotti racconta la vita quotidiana, riferisce abitudini, comportamenti e pregiudizi. Nei suoi quaderni troviamo notizie sulle occupazioni nella bella stagione (la raccolta della legna, la cura del bestiame, la pastorizia), sulla vita nei mesi invernali, trascorsi in una prolungata "clausura" nelle stalle, e sui momenti della socialità (i riti religiosi, la sagra della Madonna della neve, l'albero della cuccagna), sui rimedi della medicina popolare. Alcune vicende tuttavia hanno uno spessore particolare. Il ritorno di Pietro Maculotti dal manicomio, in particolare, è la storia drammatica di una ribellione fallita, di un disperato tentativo di sfuggire ad un destino imposto dall'ambiente e dalla mentalità in esso diffusa. Le note sparse, le lettere private, i racconti di più ampio respiro compongono alla fine un quadro della vita di Pezzo, ci propongono una visione eccentrica della società vista dalla "periferia"; descrivono una radicata alterità antropologica rispetto alla città e alla pianura. |
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Pastori di Valcamonica (Grafo Edizioni, Brescia, 2002
Lo sviluppo della pastorizia in alta Valcamonica, favorito dalla presenza di molti pascoli sopra i 2000 metri difficilmente raggiungibili dal bestiame grosso, può essere fatto risalire senza dubbio a epoche assai remote. Eppure, nonostante questa attività economica per secoli sia stata ininterrottamente presente nel paesaggio sociale delle nostre valli, conoscendo la sua crisi tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, quella del pastore è sempre stata avvertita come una figura ai margini, scarsamente integrata rispetto alla comunità degli umani, della quale non condivideva stabilmente nè lo spazio, il luogo di residenza, nè il calendario e il tempo. Tra fine maggio e i primi di giugno era il momento di recarsi ai pascoli alti, a fine settembre quello di ridiscendere al villaggio; al principio di ottobre si partiva per la pianura - il Lodigiano, il Cremonese, la Bassa bresciana - per ritornare in valle nella seconda metà di maggio. Transumanza invernale e transumanza estiva erano gli eventi in cui si divideva l'anno dei pastori. Questa separatezza, sancita dallo stesso gergo, il gavì, che essi utilizzavano per distinguersi e riconoscersi tra loro, ha suscitato spesso la diffidenza e l'ostilità sia dei valligiani che dei contadini della pianura, creando difficoltà al lavoro e condannandoli a una condizione di estrema solitudine. La parabola purisecolare dei pastori camuni trova in questo libro una ricostruzione rigorosa, supportata da una corposa documentazione e rappresenta un rilevante contributo per la storia economica e sociale dell'area alpina. |
I Berruti di Finalborgo (Edizioni TECO, Brescia, 2007) |
Il cognome Berruti è oggi diffuso soprattutto nella Liguria di Ponente e nel Piemonte, ed è distribuito lungo la immaginaria direttrice che congiunge Savona con Torino. Il cognome è particolarmente concentrato nella città di Savona, e nella parte della sua provincia che risale la dorsale che porta dal mare in Piemonte. In Savona città è comunque concentrato il 28% dei Berruti di tutta Italia. Non è ben chiaro di dove siano originari i Berruti, le cui famiglie troviamo sparse sul territorio ligure-piemontese già all’inizio dell’anno mille. Trattasi quindi di famiglia molto antica. Oltre che occuparsi della etimologia del cognome, con le varie teorie che sono state raccolte in letteratura, questo libro racconta la storia della famiglia dei Berruti che oggi vivono tra Brescia e Milano e che provengono dalla Provincia di Savona. E' stato possibile risalire fino al 1540, ricostruendo, generazione dopo generazione, le vicende di questa famiglia, corredata di aneddoti, atti notarili, testamenti e documenti vari. Le prime testimonianze dei Berruti, di cui si occupa il libro, sono state reperite a San Bernardo In Valle, in cui la famiglia viveva nel 1500. Nel 1707 un ramo della famiglia si spostò ad Altare, e qui rimase per altri 150 anni, per poi trasferirsi a Finalborgo, dove ancora la famiglia possiede la casa avita. Da Finalborgo, la famiglia si spostò a Brescia, ed un ramo di essa, per ragioni di lavoro, si è poi spostata prima a Pavia e poi a Milano. |
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Extramuros, dalla torre medievale all'Antica Farmacia del Borgo (Edizioni della Biblioteca Mediatica Finalese, Finale Ligure, 2007)
"Extra muros" è la parte di Finalborgo che si trova fuori delle mura, oltre il ponte sull'Aquila, con ogni probabilità la zona del Borgo più antica. La casa che attualmente occupa la Farmacia di Finalborgo, in via Fiume, è molto antica, e all'origine era costituita da una torre, le cui tracce sono ancora oggi visibili all'interno dell'edificio. Lo scopo di questo libro è quello di risalire alle origini della casa di via Fiume e della Farmacia; ma vuole anche essere un contributo alla storia del Borgo. Si è quindi tentato di ricostruire, per quanto i pochi documenti hanno reso possibile, la storia delle varie trasformazioni dell'edificio, delle persone e delle famiglie che lo hanno posseduto ed abitato. E' stata, quindi, anche l'occasione per parlare di alcune famiglie poco studiate, ma non meno rilevanti per la storia del Borgo, come i Sevizzano, i Sardi, i De Torres, i Chiazzari, i Folco e, seppur solo da metà '800, i Berruti, che ancora possiedono l'edificio. L'auspicio è che questa "micro storia" possa essere di stimolo a che altre "micro storie" siano raccontate, con la finalità di far rivivere la storia "vissuta" del Borgo.
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La Dismembrazione, cronaca della separazione tra una popolazione dolente e un popolo temerario (Quaderni della biblioteca di Ponte di Legno, 2008)
Con la parola “Dismembrazione” si intendeva indicare il processo di separazione di una chiesa da una Parrocchia e la sua contemporanea erezione in Parrocchia indipendente.
Questo libro racconta la travagliata storia che ha portato gli abitanti di Pezzo (frazione del comune di Ponte di Legno) ad ottenere la separazione della propria Chiesa di S. Lucia da quella di Precasaglio, a cui era aggregata, per divenire, appunto, parrocchia indipendente nel 1819.
Fu una vicenda che occupò un arco di tempo di circa cento anni, e gli ultimi vent’anni furono caratterizzati da profonde divisioni tra le due popolazioni, le quali si videro contrapposte anche in modo violento.
Dai documenti esaminati sono emerse non soltanto mere e semplici richieste rivolte all’autorità, ma anche e soprattutto lettere e denunce di lamentele, lesioni, furti di bestiame, ingiurie, tentativi di corruzione, infinite assemblee e votazioni, e molto altro.
Si tratta di una cronaca, fedelmente fondata sui documenti, che racconta della società dalignese di fine ‘700 e dei primi anni dell‘800. |
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Processi a Finalborgo (1787-1794), la società, le botteghe, gli abitanti del Finale attraverso l'esame dei processi della Curia Criminale (Biblioteca Mediatica Finalese, Finale Ligure, 2009)
“La Storia vale in quanto è viva”: così diceva Eileen Power (1899-1940).
Vi è una annosa diatriba sulla distinzione tra “storia sociale” e “storia politica”, se cioè il passato vada ricostruito e rivissuto attraverso le storie degli individui, della gente comune, e delle piccole vicende di tutti i giorni, o attraverso i grandi movimenti e i grandi personaggi. Ancora oggi predomina il paradigma che vuole la storia sociale separata dalla storia politica.
Questo paradigma non è corretto: è indubbio, infatti, che in una ricostruzione storica di un evento, di un movimento, o anche di un particolare periodo storico, non si possa prescindere dall’esame dell’esperienza di vita quotidiana dei singoli individui che formano il gruppo sociale che di quell’evento, di quel movimento, di quel particolare periodo storico sono stati soggetti attivi o passivi.
Questo lavoro intende dare un contributo alla “storia sociale” del Finale, e in particolar modo di Finalborgo, dando voce alle persone comuni, alle loro piccole vicende di tutti i giorni. |
Ponte di Legno, un secolo di storia per immagini (Comune di Ponte di Legno, 2009)
Una storia del paese raccontata attraverso le immagini. Anche se questo non è e non vuole essere un libro di storia. I vari capitoli sono preceduti da brevi introduzioni che servono soltanto a dare alcuni cenni, senza in alcun modo avere la pretesa di sostituire altri e ben più indicati testi. Anche le didascalie delle singole immagini servono da "promemoria", per inquadrare epoca e situazione, perché il ruolo di protagonista spetta, senza dubbio, alle immagini, che parlano anche da sole. Questo, pertanto, non è un libro da "leggere", ma da vedere, guardare, osservare, e, perché no, da godere. Può essere visto come un racconto dei nostri vecchi, che ci raccontano di cose passate: una sorta di "c'era una volta" di una realtà che non c'è più, o che comunque si è radicalmente modificata. |
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La Fonte e lo Stabilimento di S. Apollonia (Tipografia La Cittadina, 2009)
La località di S. Apolonia si trova nel territorio di Precasaglio, frazione del comune di Ponte di Legno, a 1580 metri sul livello del mare, proprio all'inizio della strada che sale al Passo di Gavia. In tale località sgorga una fonte di acque ferruginose, simile a quella di S. Caterina Valfurva. Questo lavoro racconta la storia della scoperta della Fonte, della edificazione dello Stabilimento, dei tentativi di promuovere turisticamente la zona, e del suo inesorabile decadimento, fino al completo abbandono dello sfruttamento di quelle "acque medicamentose". |
| Processi a Finalmarina (1779-1796), la società, le botteghe, gli abitanti del Finale attraverso l'esame dei processi della Curia Criminale (Biblioteca Mediatica Finalese, Finale Ligure, 2010)
Dopo "Processi a Finalborgo", in questo libro vengono esaminati i processi della Curia criminale finalese, per fatti accaduti a Finalmarina. Il periodo è il medesimo del libro precedente: fine '700, poco prima, cioè, che la società finalese, e non solo quella, venisse sconvolta dalla Repubblica Democratica Ligure, e dall’avvento di Napoleone. Anche in questo libro le vicende processuali sono utilizzate con il fine preciso di curiosare tra la gente, le contrade, i vicoli e le osterie di due secoli fa. E ancora una volta si dimostra quanto sia vero quello che diceva Eileen Powell: "La Storia vale in quanto è viva": sono le piccole storie, quelle della gente comune, che costituiscono la Storia della società. Il volume è arricchito di numerose immagini tratte da cartoline dei primi del '900, mappe e disegni, che intendono illustrare i luoghi, le botteghe e le professioni di un tempo. |
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Chiazzari, una famiglia di Pietra Ligure in Sud Africa (Edito in proprio by Lulu.com, 2010)
I Chiazzari sono originari di Vene, piccola frazione del comune di Rialto, nell’entroterra finalese. Nei primi anni del 1600 una delle numerose famiglie di Vene, per ragioni sconosciute, si trasferì a Pietra Ligure, sulla costa, dando origine al ramo pietrese dei Chiazzari. Dal primo Chiazzari di Pietra discesero alcuni rami: si estinsero tutti, eccetto uno di questi che continuò la sua “storia” in Sud Africa.
Alcuni discendenti hanno deciso di scrivere la loro storia.
Questo libro è frutto della collaborazione dell’autore, e curatore della pubblicazione, Mario Berruti, che ha studiato la storia della famiglia Chiazzari in Liguria, e di altri autori, discendenti di questa famiglia, che sono di lingua inglese. Per questo motivo il libro è bilingue: la prima parte è in lingua italiana, e la seconda è in lingua inglese.
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Popolazione e storia di due comunità dell'alta Valcamonica: Pezzo e Precasaglio (Edito in proprio by Ilmiolibro.it, 2012)
Questo libro studia la popolazione di Pezzo e di Precasaglio dalla metà del 1600 al 1820, utilizzando estimi, censimenti e registri parrocchiali. Esaminare i registri di battesimo, di matrimonio e delle sepolture di una comunità significa fare la sua storia, riscoprire le origini delle famiglie, gli intrecci e la loro evoluzione. Sono stati catalogati i cognomi delle famiglie, alla ricerca di quelli più diffusi, di quelli scomparsi e, là dove possibile, si è cercato di stabilire quali siano i cognomi originari delle singole località, e quali quelli “di fuori”, e da dove essi siano venuti. |
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Le origini del turismo a Pontedilegno (Edito in proprio, 2011)
Difficile oggi per un giovane di Ponte di Legno immaginare com’era il suo paese 150 anni fa. Il turismo è economia relativamente recente, perché i dalignesi erano quasi tutti pastori. La nascita del turismo, così come la conosciamo ora, è il risultato di una serie di fattori sociali ed economici che vengono a maturazione a fine ottocento. È solo allora, infatti, che si fanno sentire i primi effetti dell’incipiente rivoluzione industriale, che rende più agiati non solo i vecchi aristocratici, ma anche la nuova borghesia imprenditoriale e commerciale. Ed ecco allora la “scoperta” della montagna, come luogo adatto per distendersi, curarsi, esplorare. Accanto alla trasformazione della vita cittadina, si fa largo il cambiamento della società anche nella antica “comunità” di pastori. Si comincia ad intravedere la possibilità di un’occupazione remunerata. Si comincia a pensare e a constatare che la pastorizia e la pratica della transumanza non sono più accettate nel sistema produttivo della pianura padana. Cominciano in definitiva a crearsi alcuni presupposti economici e sociali (impensabili qualche decennio addietro) di uno sviluppo economico ... diverso. |
Altre pubblicazioni e articoli
La fonte e lo stabilimento di S. Apollonia, in Civiltà Bresciana 1998: la nascita, le alterne vicende e la ingloriosa fine di una stazione climatica in Alta Vallecamonica, da cui scaturiscono le medesime acque che hanno fatto la fortuna di Bormio e Pejo.
Una famiglia di pastori di fine '700, in appendice a "Clima e comunità alpine", Grafo, Brescia, 1998: la storia di una famiglia di pastori camuni, raccontata attraverso i diari (giunti sino a noi assolutamente intatti!) che quotidianamente i pastori compilavano durante la transumanza: i persorsi, le spese, i magri guadagni, i collegamenti storici (la caduta di Venezia e l'invasione napoleonica) che necessariamente li hanno coinvolti. |
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